Progetto TUTA: la tuta stampata in 3D che permette la fisioterapia (e non solo) da remoto

Che la tecnologia stia facendo passi da gigante ormai non è più neanche da dirlo. Abbiamo visto e vediamo ogni giorno a che livello l’umanità è in grado di spingersi, se ben stimolata. L’essere umano può essere capace di grandi cose. Soprattutto quando si parla di tecnologia. Purtroppo, gran parte della tecnologia moderna riguarda semplici sistemi di pagamento, o armi. Tutte cose fredde, che poco hanno a che fare col miglioramento della vita (anzi, se si parla di armi proprio per niente). Ma c’è anche chi sviluppa progetti utili per il mondo.

Sto parlando del Politecnico di Milano, dove si stanno studiando soluzioni d’avanguardia per migliorare la vita quotidiana. Soprattutto per quanto riguarda i wearable, i dispositivi indossabili. In particolare al TEDH – Technology and Design for Healthcare, il centro di competenze del Dipartimento di Design, in cui si sta lavorando al “progetto TUTA“. Sto parlando di una vera e propria tuta, stampata in 3D, dotata di sensori che le permettono di venire impiegata nella telemedicina.

Altri articoli che potrebbero interessarti:

Il Progetto TUTA

La telemedicina è diventata sempre più importante in tempo di pandemia. Tramite questo particolare ramo tecnologico della scienza, si possono soccorrere i pazienti più fragili evitando loro gli spostamenti superflui. Inoltre, in questo modo si alleggerisce notevolmente il carico degli ospedali, diminuendo drasticamente le attese al pronto soccorso per gli accessi non emergenziali.

Il progetto TUTA in realtà risale al periodo pre-Covid, con uno sviluppo durato ben tre anni, rallentato solo nell’ultimo anno per via della pandemia. Ma il suo grado di innovazione lo fa entrare perfettamente nell’ottica del Next Generation EU. Si creerà un nuovo Servizio Sanitario Nazionale molto più tecnologico, con apparecchiature smart in grado di dialogare con i nostri smartphone e, di conseguenza, con gli ospedali tramite app dedicate.

Come funziona la tuta

Il Progetto TUTA del Politecnico di Milano è pensato per la riabilitazione di chi ha subito traumi o lesioni. Ogni tuta è collegata a 14 dispositivi, 7 sopra e 7 sotto. Il paziente potrà indossare il capo d’abbigliamento a seconda della sua esigenza. Solo maglia per traumi e lesioni nella parte superiore del corpo, solo pantaloni per la parte inferiore, o la tuta completa per i traumi e le lesioni diffuuse.

Il paziente che avrà indossato la tuta eseguirà gli esercizi prescritti dal suo fisioterapista. I sensori collegati analizzeranno i movimenti e comunicheranno all’assistito se li sta eseguendo bene, o se deve ripetere per migliorarne l’efficienza. Inoltre il software tiene d’occhio il battito cardiaco e avvista l’utente quando il carico è troppo alto. Per il futuro, si sta pensando di aggiungere ai sensori un saturimetro, per monitorare in real-time le condizioni di chi è stato malato di Covid, inviando notifiche ai medici in caso di peggioramenti improvvisi nelle condizioni di salute.

Il Progetto TUTA, il 5G e le applicazioni possibili

La tuta, come abbiamo già detto, è stampata in 3D. È stata realizzata in decine di prototipi dalla stampante Formlabs, utilizzando Clear Resin e Grey Pro Resin. Attraverso l’integrazione di tecnologie 5G, il controllo da remoto della tuta risulterà possibile da qualsiasi parte del globo.

Un accordo in corso con un partner del settore energetico permetterà all’azienda in questione di monitorare lo stato di salute dei propri dipendenti. Si tratta di persone che lavorano su piattaforme petrolifere, quindi con una percentuale di rischio per salute molto alta. Seguire tutti i dipendenti con medici in loco sarebbe dispendioso e difficile, in quanto essi sono sparpagliati un po’ per tutto il globo e in alto mare. Quindi con questo sistema si potrà agire sull’ emergenza immediata in real-time, in attesa comunque di un medico che raggiunga la stazione.

Ti è piaciuto questo articolo sul Progetto TUTA?  Contattami su Facebook o su Twitter e parliamone insieme! E se non vuoi perderti gli aggiornamenti del blog, iscriviti al canale Telegram!  Ah, ti ricordo che io scrivo anche per il blog di Stolas Informatica, occupandomi principalmente, almeno in questo periodo, di sicurezza informatica, ma non solo. Facci un salto!

Facebook Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.