Perché passare a Linux

Perché passare a Linux? A volte io mi chiedo come mai così poca gente lo sceglie. In questo articolo proverò a spiegarti perché io ho deciso, anni fa, di abbandonare il caro vecchio Windows e installare definitivamente Linux sul mio laptop. Ovviamente non ho nulla contro i sistemi Microsoft, né tanto meno contro chi li usa. Oggi ti parlerò solo di cosa ha spinto me a fare questa scelta. Quindi, se sei pronto, possiamo iniziare.

Linux non è (solo) un sistema operativo

Spesso, quando si parla di Linux, ci si riferisce a tutto il blocco: Kernel, spooler, terminale, applicazioni. In realtà Linux nasce come semplice kernel, ovverosia il nucleo centrale del sistema operativo, che gestisce i processi hardware e assegna le varie locazioni di memoria e il tempo di esecuzione dei vari programmi. Ma il sistema operativo non è costituito solo dal Kernel. Assieme ad esso, coesistono lo scheduler, il gestore della memoria, il file system, lo spooler di stampa, il gestore delle periferiche e l’interfaccia utente. A tutto ciò si aggiungono pacchetti software preinstallati che costituiscono quella che in gergo si dice “distribuzione”, abbreviata spesso in “distro”. Le distro solitamente sono fornite con licenza GPL (GNU Public License), per questo sono generalmente conosciute come GNU/Linux, anche se nessuno le chiama mai con questo nome.

Come ho detto prima quindi, Linux nasce come Kernel, ma nel tempo si è finiti per assimilarlo a tutto il sistema operativo. Quindi, quando oggi si parla di Linux, ci si riferisce sia al Kernel, sia alla famiglia di sistemi operativi associati.

Linux è open-source

La caratteristica principale che contraddistingue Linux e lo differenzia da Windows e macOS è il suo essere open-source. Vale a dire che il suo codice sorgente è incluso nell’installazione ed è a disposizione degli utenti, i quali possono modificarlo per correggere eventuali bug, o aggiungere funzionalità. Per questo motivo attorno a Linux si è sviluppata negli anni una folta comunità di programmatori che contribuiscono di volta in volta allo sviluppo del Kernel e dei vari moduli. Si può dire che Linux ha il maggior numero di “dipendenti” del mondo. Ciò lo rende un sistema molto sicuro, visto l’enorme numero di correzioni e manutenzioni che riceve quotidianamente.

Oltre tutto, essendo concepito come Software Libero con licenza GPL, molte aziende informatiche che producono software hanno implementato nel tempo le proprie distro, quasi tutte gratuite (salvo qualche eccezione, come i pacchetti professional di Red Hat, ma in quei casi si paga l’assistenza). Come puoi immaginare, da quando Linux è nato sono state sviluppate dozzine di distribuzioni, ma di questo parleremo in un altro articolo. Oggi voglio concentrarmi sulle caratteristiche che rendono Linux unico, nonostante la pochissima diffusione.

Varietà di Ambienti Desktop

Questa è forse la caratteristica che salta più all’occhio. Linux non ha un solo Ambiente Desktop. Di solito, ogni distribuzione viene rilasciata con un ambiente di default, ma in ognuna c’è la possibilità di cambiarlo. Ad esempio, Ubuntu viene installato di base con GNOME, ma se dopo l’installazione cambi idea e vuoi passare a KDE o a Budgie, basta seguire un qualsiasi tutorial (anche sul sito ufficiale) e installare il nuovo Ambiente Desktop, senza dover cambiare distro. 

Alcune distribuzioni vengono rilasciate in più versioni (dette Derivate), a seconda sia del tipo di software che si possono trovare all’interno, sia dell’Ambiente Desktop preinstallato. Ad esempio Ubuntu, per quanto riguarda gli Ambienti Desktop, è disponibile di base con GNOME, ma volendo puoi scaricare Kubuntu (con KDE), Ubuntu Budgie (con Budgie),  Xubuntu (con XFCE), Lubuntu (con LXDE) e Ubuntu Mate (con Mate). Ciò però non vuol dire che se, ad esempio, decidi di scaricare Xubuntu, poi tu non possa installare Mate o GNOME.  Io, ad esempio, ho Ubuntu Budgie, ma recentemente ho installato anche  KDE Plasma.

Le distribuzioni

Come già accennato, Linux è il kernel, ma anche il sistema operativo, ma il pacchetto software completo si chiama Distribuzione, conosciuta in gergo come Distro. Una Distro è un pacchetto di software che corredano l’installazione del sistema operativo scelto. Di solito tutte le distribuzioni hanno un browser per internet (solitamente Firefox o Chromium), un client mail (Thunderbird è il più diffuso) un pacchetto per l’ufficio (Libre Office e Open Office sono i più diffusi), un editor di codice sorgente e diversi compilatori (C, C++, Java, Python). Alcune distro, per determinate caratteristiche intrinseche, hanno poi ulteriori software specifici. Ad esempio Ubuntu Studio include diversi software di editing audio/video, Kali Linux invece si specializza sulla sicurezza informatica e l’ethical hacking, quindi include diversi software specifici, come ad esempio quello per il penetration test.

Analogamente a quanto detto sugli Ambienti Desktop, anche per le applicazioni delle distro si può fare lo stesso discorso. Puoi scegliere una distribuzione in base ad alcune esigenze, ma poi esse cambiano e ti trovi ad aver bisogno di altri software. Ogni distro ha il suo store e il suo gestore pacchetti (apt, pacman, yum, dpkg e altri), ognuno col suo catalogo di applicazioni da scaricare.

La Shell

A differenza di Windows e macOS, che negli anni hanno incentrato il suo sviluppo quasi completamente sulla grafica, Linux ha conservato intatta la sua shell, chiamata Bash. Con la shell si può fare praticamente tutto. Si potrebbe installare anche solo il sistema operativo senza Ambiente Desktop. Se come me sei un nostalgico dei vecchi tempi del DOS, ti ricorderai quanto era bello smanettare tra le righe di codice nei file di configurazione, ma anche il brivido di scrivere lunghissime stringhe di testo per far partire un’installazione (sperando di non sbagliare niente, altrimenti ti toccava riscrivere tutto).

Velocità, sicurezza e stabilità

Una caratteristica molto piacevole di Linux è sicuramente la sua leggerezza. All’avvio del computer, Linux carica solo i processi essenziali a partire, mettendo da parte la memoria per tutto il resto. Questo lo rende più veloce sia in fase di avvio, sia in fase di esecuzione dei programmi. Il supporto della grande comunità di utenti che, anche grazie a GitHub, contribuiscono allo sviluppo del Kernel lo rende uno dei sistemi con più aggiornamenti in assoluto, quindi anche molto più stabile e quasi esente da virus, rispetto ai suoi concorrenti.

Ho usato il temine “quasi”, poiché negli ultimi anni, grazie anche allo sviluppo sempre più in crescita di Linux anche negli uffici, gli attacchi informatici verso la piattaforma del pinguino sono aumentati. Ma non disperare, esistono buonissimi antivirus anche per Linux. Alcuni hanno una classica GUI, mentre molti sono da riga di comando. Sta a te scegliere quali utilizzare. Sono tutti validissimi.

La leggerezza e la velocità di Linux poi, lo rendono compatibile anche con macchine molto vecchie. Se hai un PC un po’ datato che non usi più, prima di buttarlo puoi provare a farlo “resuscitare” con una bella distro Linux e vedere come va!

Considerazioni finali

Insomma, su Linux si dice sempre di tutto e di più. Ti ho elencato molti pro, ma sappiamo bene che ogni cosa ha i suoi lati contro. Ad esempio, Linux ha la pecca di non essere diffuso come Windows a macOS e questo lo rende meno competitivo in fatto di software e hardware compatibili. Nonostante l’età e l’esperienza del sistema, ancora molte case software e hardware non sono state in grado di sviluppare applicazioni e driver compatibili col sistema del pinguino. Per quanto riguarda il lato software sicuramente abbiamo più libertà di movimento, quindi esistono molti programmi equivalenti a quelli Windows (o Mac) Only. Ad esempio, se non puoi fare a meno di un buon editor grafico, ma non trovi Photoshop per Linux, perché non esiste, puoi sempre scaricare GIMP. Anche se non è decisamente la stessa cosa. Tuttavia, per questo tipo di esigenze esiste WINE; l’emulatore Windows di Linux. Oppure puoi installarti una macchina virtuale come VMWare e far partire i tuoi programmi Windows o macOS da lì.

Allora, che ne dici? Ti ho convinto a passare a Linux? Oppure non te la senti e vuoi rimanere ancora col tuo vecchio Windows? O magari hai un MacBook e quindi non puoi proprio farlo, anche volendo? Contattami su Facebook o su Twitter e parliamone insieme! E se non vuoi perderti gli aggiornamenti del blog, iscriviti al canale Telegram

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