Social Network

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Questo non sarà il solito articolo su come fa rcrescere il proprio Social Network per monetizzare; ma vi suggerirò proprio come costruirne uno, dal lato programmatore. Nell’era dei Social Network, è bene che un aspirante sviluppatore o programmatore sappia come ne funziona uno. Vuoi perché un giorno potreste ritrovarvi a lavorare per Meta, o LinkedIn (magari), vuoi perché vi ritroverete a svilupparne uno da soli. Oltretutto, la tendenza per il futuro sembra convergere tutta sui Social. Già oggi esistono Social Network dedicati a quasi ogni aspetto della vita quotidiana. Ci sono Social generici, come Facebook e Twitter, Social per foto/video come Instagram e TikTok, Social professionali come LinkedIn, Social per gamer come Ludomedia e Social aggregatori, come ComeHome o NextDoor. Sembra che ciò che un tempo si faceva tra portali con Forum e mIRC, oggi si sia spostato sui Social Network. E le aziende iniziano ad investirci. Ma per un programmatore, come funziona un Social Network? Quali sono i linguaggi di programmazione da usare, quali framework? Quali competenze servono per crearne uno? Scopriamolo.

È tutta una questione di database

Quando pensiamo ai Social Netowrk, la prima immagine che ci viene in mente è il sito “finito”. In generale, quando si parla di qualsiasi sito si pensa al suo front-end, ovvero la resa finale che esso ha sul nostro browser. Ma i siti hanno anche un back-end, ovvero il codice con cui sono realizzati, che rappresenta il motore che li fa girare. Il back-end di un Social Network riceve le richieste dagli utenti e fornisce come risposta una pagina html autogenerata. Questa pagina può rappresentare un semplice profilo utente, un feed con i post degli utenti collegati, la pagina dei messaggi privati, un album di foto etc.

Il sistema che rende tutto possibile è basato sui database. Se togliamo ai Social Network la parte visuale, spogliandoli da HTML e CSS, vediamo un cumulo di codice che non fa che collegare tra loro i record di un enorme database degli utenti. In sostanza:

  • L’utente manda una richiesta HTTP al server del Social Network;
  • Il server elabora la richiesta;
  • Se la richiesta è una HTTP POST con, ad esempio, user e password (o email e password), allora il server cerca nel database una corrispondenza e fa loggare l’utente;
  • Se invece la richiesta è una HTTP GET, il server controlla se negli URL presenti nella sua lista, esiste la pagina richiesta dall’utente;
  • Il server poi, si collega al database utenti e ricava dai record tutte le informazioni di cui ha bisogno;
  • Dopo aver recuperato le informazioni dai record del database, il server cerca il template adatto (configurato su un apposito file) e genera un file html da restituire all’utente che ha fatto la richiesta

Il database in questione contiene diverse informazioni, tra cui username, password, email, numero di telefono, post, foto, video, storie, utenti seguiti/amici, pagine seguite etc. Alcuni di essi sono dati sensibili (come email e password) e sono visibili solo all’utente che ne è proprietario. Altri sono elementi pubblici, come i post, le foto, i video e altro.

Che linguaggi di programmazione usare?

Qui il campo è abbastanza libero. Voglio dire, il risultato finale sarà sempre una pagina HTML e la sua grafica sarà sempre collegata ad un CSS, con magari qualche elemento in JavaScript. Ma per il back-end la scelta è pressoché ampia. Più che di un linguaggio di programmazione, abbiamo bisogno di un framework adatto. Quindi, se troviamo un linguaggio di programmazione con un buon framework che consente di creare un web server, allora possiamo tranquillamente utilizzarlo.

Comunque, se volete farvi un’idea, di seguito vi faccio un elenco di ciò di cui potreste aver bisogno. Alcuni elementi sono essenziali, altri a scelta. Ma comunque servirà a farvi un’idea. Dunque, per costruire un Social Network “from scratch” vi servirà conoscere:

Per il Front-End

  • HTML;
  • CSS;
  • JavaScript (React);
  • Eventualmente, le librerie di Bootstrap (che sono in CSS e JavaScript)

Per il Back-End (qua la scelta è libera)

  • PHP;
  • JavaScript (con framework come Node.js, o Express);
  • Python (con framework come Django);
  • Java (con framework come Spring);
  • ASP.NET;
  • SQL, MySQL, o PostgreSQL per la gestione dei database

Ovviamente i miei sono solo consigli. Sta a voi poi decidere da dove iniziare e con quale linguaggio. Le combinazioni possono essere innumerevoli. Quello che vi consiglio io è di documentarvi su quali siano i linguaggi di programmazione utilizzati oggi dai siti più importanti e cominciare a studiare quelli. Creare un Social Network, dal lato programmatore, non è una cosa certo semplice, ma neanche così comoplicata…se saprete impegnarvi.

BuddyBoss (ex-BuddyPress)

Per chi invece non ha voglia di scrivere il codice da zero, esistono CMS dedicati anche alla creazione di Social Network. Tra i più famosi annoveriamo BuddyBoss (un tempo conosciuto come BuddyPress). Si tratta di un plug-in per WordPress che contiene un insieme di elementi comuni ai tipici Social Network e consente di aggiungere ulteriori funzionalità attraverso l’ecosistema dei plug-in WordPress (come Elementor, Astra e tanti altri).

BuddyPress è stato creato con l’obiettivo di facilitare la creazione di siti web per il Social Networking. Potente, ma nel contempo semplice da usare. Pensato per sviluppatori e programmatori alle prime armi, che però “smanettano” bene con WordPress.

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Oggi voglio darvi un po’ di consigli per crescere sui Social Network. Da quando esistono, i Social hanno rivoluzionato la nostra vita, accorciando le distanze e accelerando le comunicazioni. E tra i vantaggi legati a questo, c’è anche la possibilità di poter campare di Social. È realmente possibile, basta solo applicare i giusti accorgimenti. Vediamo come

Un po’ di storia: SixDegrees e Friendster

Siamo nel 1997. Un giovane avvocato statunitense di nome Andrew Weinreich crea SixDegrees; un sito nato per mettere in contatto persone in base ai propri interessi, fino a sei gradi di distanza. Vale a dire che il portale suggeriva agli utenti amici di amici, fino a sei amicizie intermedie. Sebbene il termine non fosse ancora nato, SixDegrees poteva essere considerato il primo Social Network della storia. Ma non durò molto; nel 2001 il sito chiuse i battenti per via dello scarso interesse dimostrato dagli utenti. Un pionieristico sito-meteora.

Il termine Social Network venne coniato qualche anno più tardi, nel 2003. Quando Johnatan Abrams diede vita a Friendster. Un altro sito molto popolare che metteva in contatto le persone che però durò poco. Gli autori infatti, per evitare che le persone creassero profili fake, introdussero l’iscrizione a pagamento, che decretò la morte per mancanza di utenti del sito.

MySpace, Facebook e la nascita del Social Media Manager

Dopo SixDegrees e Friendster, fu finalmente il turno di MySpace. Nato anch’esso nel 2003 da Tom Anderson e Chris DeWolfe. La possibilità di personalizzare il proprio profilo e di aggiungere contenuti multimeriali audio/video portò molti musicisti professionisti a usare la piattaforma per autopromuoversi, dando il via al lento declino del predominio delle case discografiche. Grazie a questo fenomeno, si iniziarono a notare le vere potenzialità del web 2.0. Stava diventando più facile raggiungere persone lontane e la comunicazione diventava sempre più immediata. E non servivano più intermediari.

Nel 2004 poi, un giovane studente universitario di Harvard, lo sconosciuto (allora) Mark Zuckerberg, diede vita a Facebook. Da allora il Social Network è diventato un aspetto fondamentale della vita digitale delle persone. Basti pensare al fatto che oggi quando si compila un curriculum, accanto all’indirizzo email di solito si inserisce anche un profilo Facebook (o Twitter). La crescita esponenziale dei Social dal 2004 ad oggi ha convinto anche le aziende a adattarsi. In più, il fenomeno di massa ha fatto in modo che nascesse anche una nuova figura professionale: il Social Media Manager. Ovvero un professionista, esperto di Social, in grado di aiutare i profili Social aziendali (e non) a posizionarsi in alto nei motori di ricerca, per guadagnare così nuovi iscritti.

Consigli per crescere nei Social: sii il tuo brand

Tra i vari consigli per crescere nei Social Network, quello che reputo più efficace è: quando vi mettete in testa di voler lavorare con i Social Network, la prima cosa che dovete fare è pensare come un’azienda. La vostra immagine diventa il vostro brand, i Social sono la vostra vetrina e i contenuti che postate sono i prodotti da vendere. Quindi cominciate a ragionare in questi termini. Come allestireste la vostra vetrina? Di sicuro, se avete qualche prodotto in offerta, lo mettereste davanti a tutti, con un bel cartello grande con su scritto “offerta”, e il prezzo scontato in evidenza. Se ci sono prodotti stagionali, li esporreste nelle dovute stagioni. E poi decorereste la vetrina con i temi più in voga, per farla risultare accattivante ai passanti.

Ecco, è esattamente quello che dovete fare coi vostri post. Prima di tutto dovete rimanere sempre “sul pezzo”, condividendo status e contenuti che siano a tema col periodo in cui state postando. Se ad esempio è Natale, una foto vostra col cappellino di Babbo Natale o una magliettina da Elfo ci sta bene. Usate poi qualche frase di richiamo. Scegliete un tormentone o un motto che la gente possa ricordare facilmente. Ci sono frasi che vanno avanti da decenni che, pur essendo banali, sono rimaste nella testa e nel cuore di tutti. Tanto per citarne alcune: “È buono qui, è buono qui”, “Ma tu sbagli candeggio!”, “Più lo mandi giù, più ti tira su”, “È tutto intorno a te”.

Usare gli strumenti giusti. Qualità, non (solo) quantità!

Ogni Social Network dispone di una serie di strumenti per i professionisti. Ad esempio, su Facebook è possibile creare una pagina (aziendale o artistica), mentre su Instagram si può creare il profilo per il business. Attraverso queste particolari tipologie di profilo è possibile visionare e misurare la qualità delle pagine stesse. Con uno strumento chiamato insights, potrete vedere le statistiche sulla vostra pagina. Vi verranno mostrati gli andamenti della pagina e dei singoli post, nei periodi che selezionerete. Se notate che alcuni contenuti ricorrenti forniscono un picco alle visualizzazioni e interazioni della pagina, allora saranno quelli i contenuti su cui puntare. Postare spesso aiuta, ma postare i contenuti giusti aiuta ancora di più.

Una volta scelti i contenuti più “hot” della pagina, è possibile sponsorizzarli. Magari all’inizio dovrete spendere qualcosa voi, ma col tempo questa spesa si rivelerà un investimento. Grazie a delle campagne mirate e programmate nei tempi giusti, la vostra pagina potrà raggiungere un numero considerevole di follower e interazioni quotidiane in breve tempo. E vi farete notare magari da grossi marchi che vorranno pubblicizzarsi presso di voi, quindi vi offriranno un compenso per presentare o recensire i loro prodotti.

Consigli per crescere sui Social Network: gli hashtag

Un modo sicuramente efficace per arrivare a quanta più gente possibile e ampliare il vostro pubblico è quello di scegliere i giusti hashtag per promuovere i vostri post. Su Instagram e Twitter, quando iniziate a scrivere un hashtag, vi si apre una sorta di menu a tendina coi suggerimenti. Solitamente nella lista troverete i vari hashtag affiancati dal numero di interazioni totali ad essi legate. Può capitare che tra i vari hashtag suggeriti, ce ne sia uno simile a quello che avete in mente voi, ma con un bacino d’utenza di un milione e mezzo di persone. Sicuramente usandolo salirete in cima alle tendenze correlate.

Ottimizzare il SEO

Se i vostri contenuti includono un blog (come i miei), scrivere in ottica SEO vi aiuterà. WordPress offre molti strumenti utili per l’ottimizzazione che, se usati bene, possono fare in modo che il vostro sito schizzi in testa ai motori di ricerca quando qualcuno ricerca in rete parole legate agli argomenti che anche voi trattate. Scegliete un titolo accattivante e impostate la frase del titolo come frase chiave. La stessa frase dovrà essere ripetuta almeno 3 volte all’interno dell’articolo, per fare in modo ce l’algoritmo funzioni bene.

Consigli per crescere sui Social Network: Call-to-action e risposte ai commenti

I vostri follower devono sentirsi coinvolti. Invitarli a fare determinate azioni è un passo avanti. Molti YouTuber invitano i propri spettatori a mettere mi piace, condividere, iscriversi e attivare la campanellina per le notifiche sui nuovi video. E contestualmente, invitano anche a dire la vostra nei commenti. Ecco, se invitate il vostro pubblico a commentare i vostri video/post/articoli etc, rispondere ai commenti sarebbe una buona abitudine.

Collaborazioni con altri influencer

Se durante il cammino conoscete altri influencer che trattano i vostri stessi argomenti, un suggerimento che vi do è quello di collaborarci. Unireste i vostri due bacini d’utenza, raggiungendo l’uno i follower extra dell’altro (non considerando quelli in comune, ovviamente).

Scegliere i giusti Social Network

Infine, per terminare questa infarinatura di concetti, un ultimo consiglio: scegliete opportunamente i Social in cui promuovervi. Perché alcuni Social sono molto generici e quindi vanno bene per tutti, come Facebook, TikTok o Instagram. Ma per puntare sulle giuste nicchie di utenti bisogna andare a cercarli là dove sappiamo di trovarli. Ad esempio: se siete Gamer, va bene stare su YouTube e TikTok. Ma andrebbe ancora meglio fare delle belle live su Twitch. Se siete programmatori, avere una bella paginetta su Github sarebbe un’ottima idea.

In conclusione: se volete crescere sui Social e arrivare a guadagnare uno stipendio da essi, lo potete fare. Ma scordatevi che sia un lavoro facile. I “soldi facili” non esistono. Se volete campare con i Social dovete trattarli come un vero e proprio lavoro. Magari all’inizio non vedrete subito risultati, ma con una buona dose di pazienza e tanta costanza, essi arriveranno. E sarà una gran bella soddisfazione.

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Tra i problemi più gravi e delicati di TikTok ci sono il poco controllo sulle Fake News e l’evolversi di Challenge sempre più pericolose per gli utenti più giovani. Ora il Social ha deciso di prendere in mano la situazione. Vediamo come.

TikTok: il Social Network made in China

TikTok, le Challenge e le Fake News

Quello delle Fake News, lo sappiamo bene, è un tema molto delicato e purtroppo non riguarda solo i più giovani (e durante la pandemia stiamo avendo sempre più conferme). Ma TikTok, il popolare Social Network di origine cinese, ha una grossa gatta da pelare anche con un altro problema: le Challenge. Ovvero vere e proprie sfide tra gli utenti, il cui scopo è quello di far compiere alle persone azioni sempre più estreme e talvolta pericolose, per ottenere like e reaction e finire nei “Per Te”, ossia le tendenze di TikTok.

Tuttavia, la tendenza pare si stia invertendo. Infatti un report pubblicato dall’agenzia indipendente di servizi di protezione Praesidio Safeguarding, rivela che gli adolescenti e gli adulti sono sempre più alla ricerca di informazioni più accurate e dettagliate sui temi delle Challenge e delle Fake News. Così TikTok ha creato una guida interna all’app che guida step-by-step i propri iscritti ad affrontare e segnalare le bufale e i video Challenge più pericolosi.

TikTok: i video degli utenti

La guida di TikTok contro Fake News e Challenge pericolose

Grazie alla collaborazione con vari esperti, TikTok ha aggiornato il linguaggio utilizzato nei messaggi di avviso visualizzati sui video rischiosi. In tal modo, ha semplificato i processi di segnalazione dei contenuti pericolosi. L’obiettivo è quello di aiutare in maniera sempre più efficace la community a comprendere e filtrare le varie sfide online, per divertirsi in tutta sicurezza. In Italia, a Febbraio, sono stati lanciati con l’hashtag #SicuriSuTikTok video dei creator @kiro_ebra, @fabianamanager e @marcoilgiallino. I contenuti sono stati messi in evidenza alla sezione “Scopri”.

A breve, questi video cominceranno a essere visualizzati nei #perte degli utenti minori di 18 anni. Inoltre, TikTok ha annunciato una nuova modifica alla struttura delle linee guida della community, che evidenzia maggiormente quali siano le Challenge da evitare in una categoria dedicata

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Microsoft apre ai Podcast in LinkedIn con tanti contenuti tutti riguardanti il mondo del lavoro. Nasce il LinkedIn Podcast Network. Vediamo come funziona.

LinkedIn: Il Social di Microsoft dedicata ai professionisti

LinkedIn introduce i Podcast: tutti sul mondo del lavoro

Dopo l’introduzione delle stories, LinkedIn, il popolare Social Network di Microsoft, apre ai Podcast con un servizio tutto nuovo. Si chiamerà LinkedIn Podcast Network e si occuperà principalmente di argomenti inerenti al tema “mondo del lavoro”. I contenuti varieranno tra suggerimenti per i colloqui, consigli di esperti su come affrontare lo stress da lavoro, consigli sulla salute, sulla sicurezza sul lavoro e tecnologia. I Podcast saranno condotti da esperti nelle varie materie. Tutti i contenuti saranno gratuiti e verranno supportati da piccoli spot pubblicitari. Uno degli sponsor più in vista al momento è IBM.

A oggi sono già disponibili 12 Podcast, 4 dei quali curati direttamente dalla redazione di LinkedIn, mentre gli altri sono a cura di vari professionisti. TechCrunch ha rivelato che uno di questi Podcast sarà co-condotto dall’attuale Presidente Esecutivo e co-fondatore di LinkedIn Reid Hoffman. Si intitolerà The Start-Up of You e inizierà in primavera.

LinkedIn è l'app più scaricata da chi cerca lavoro

LinkedIn Podcast Network: come funzionerà?

La piattaforma principale su cui ascoltare i vari Podcast sarà ovviamente LinkedIn. Tuttavia,la distribuzione non è prevista solo “in-loco”, ma verranno coinvolte anche altre piattaforme, come Apple Podcast e Google Podcast.

Microsoft ha inoltre spiegato di voler integrare i vari contenuti in varie aree di LinkedIn come le newsletter, gli eventi live, i video e gli articoli, in modo da consentire agli ascoltatori di continuare la conversazione anche su altri canali.

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Nel pieno della guerra in Ucraina Facebook e Twitter hanno intrapreso nuove misure di sicurezza per la salvaguardia dei propri utenti in Ucraina. Vediamo quali sono e come funzionano

Facebook, Twitter, la guerra in Ucraina e la sicurezza

Dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, che ha di fatto dato il via alla guerra, sia Jack Dorsey che Mark Zuckerberg hanno introdotto nei propri Social Facebook e Twitter una serie di misure di sicurezza per proteggere gli utenti residenti in Ucraina. Nello specifico:

  • Twitter sta pubblicando suggerimenti (in lingua inglese, russa e ucraina) su come proteggere i propri account dal pericolo dell’hacking, come protegere i propri tween rendendoli privati e come disattivare i propri account.
  • Meta (società che controlla Facebook, WhatsApp e Instagram) ha istituito un centro operativo speciale per il monitoraggio del conflitto, lanciando una funzione per consentire agli utenti ucraini di bloccare i propri profili social per motivi di sicurezza.

Facebook e Twitter sono le due app Social più usate al mondo

Misure di sicurezza Social: perché

Sia Twitter che Facebook, come anche tutti gli altri Social Network, sono piattaforme utilizzate, oltre che da semplici cittadini, anche da attivisti politici e ricercatori, per diffondere informazioni e notizie durante la crisi. Siccome il conflitto in Ucraina ha raggiunto livelli critici, gli utenti dei vari Social Media si stanno ora rivolgendo a Twitter, Facebook, Snapchat, TikTok, VK e altre, per pubblicare i video delle’evacuazione, richieste di aiuto, ma anche i filmati delle proteste civili in Russia contro la guerra.

Per questo motivo si pensa che le autorità russe possano penetrare nei profili degli attivisti pacifisti, per scovarli e arrestarli (come è avvenuto a San Pietroburgo alle persone che manifestavano). Allo stesso modo, gli attivisti ucraini che si organizzano per la difesa e la protezione dei cittadini sono soggetti al pericolo di hacking.

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Un utente Instagram ha segnalato a TechCrunch un recente aggiornamento di Instagram, che ha innalzato il limite di tempo minimo di utilizzo selezionabile da 10 a 30 minuti. La Società di Meta ha successivamente anche spiegato il perché. 

"Prenditi una pausa", come Instagram combatte la dipendenza da Social

Su Instagram c’è la possibilità di scegliere il tempo massimo di connessione giornaliera. La misura, introdotta nel 2018, serve a prevenire eccessi ed eventuali dipendenze da Social per gli utenti più accaniti. Superati i minuti selezionati dall’utente, il Social invia una notifica all’utente, che decide a sua volta se disconnettersi o restare ancora un po’.

La funzione prevede la scelta di un limite di tempo da parte dell’utilizzatore. Inizialmente il tempo minimo era impostato a 10 minuti, ma un recente aggiornamento avrebbe innalzato il limite a 30. Lo rivela il sito TechCrunch, dopo aver ricevuto degli screen da un utente di Instagram. L’utente aveva precedentemente impostato il limite giornaliero a 10 minuti. Negli screen si nota un popup nella parte superiore del news feed che lo invita a impostare un nuovo limite giornaliero, in base all’aggiornamento dell’app.

Instagram ha innalzato il limite di tempo minimo a 30 minuti. E se l’utente volesse rimanere a 10?

Sebbene il pop-up non implichi che l’utente debba necessariamente alzare il suo limite, se si clicca sul pulsante di modifica, si viene reindirizzati alla selezione delle opzioni, la più bassa delle quali è 30 minuti. Quindi, se hai Instagram e hai impostato il tuo limite giornaliero a 10 minuti, non hai di che preoccuparti. Ma se vuoi impostarlo ora, devi accontentarti di 30 minuti, perché a quanto pare il limite di 10 minuti non è più selezionabile.

La dipendenza da Social

In seguito alla segnalazione, Instagram ha rivelato sul suo profilo ufficiale Twitter, che la misura è stata modificata al solo fine di evitare di inviare troppe notifiche alle persone. Tuttavia, l’azienda ha indicato altri strumenti di controllo del tempo introdotti negli ultimi mesi.

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