BYE BYE CONTANTI, FASE 1: IL CASHBACK DI STATO

Dopo l’ok dal Garante della Privacy, che ne ha verificato la sicurezza e imposto limitazione sull’utilizzo dei dati personali degli utenti, dal 1° Dicembre entrerà in vigore il Cashback di Stato, che renderà a chi decide di effettuare pagamenti cashless il 10% di quanto speso, con un superbonus finale per i più virtuosi.

Il pagamento cashless è, per sua natura, tracciabile e quindi meno soggetto a reati come il nero o l’evasione fiscale. Al pagamento cashless segue necessariamente un documento fiscale (anche solo elettronico) che rileva giorno e ora del pagamento, importo pagato, dati del ricevente e, dal 1° Dicembre, anche i dati del pagante e del circuito utilizzato (carta di credito, bancomat, PayPal, SatisPay etc…).

Per poter ricevere il rimborso, basterà registrarsi all’ App IO inserendo la carta di pagamento o il sistema che si andrà ad utilizzare e effettuare un numero minimo di operazioni (si parla di almeno 10 al mese). Ogni semestre poi, verrà calcolato il totale delle spese effettuate dall’utente e quest’ultimo verrà rimborsato del 10% tramite bonifico.

Inoltre, per i 100 mila utenti che effettueranno più operazioni in assoluto è previsto un superbonus.

Il procedimento quindi è molto diverso da quello adottato in passato con la lotteria degli scontrini, che estraeva a sorte i dati dei pagamenti per effettuare i rimborsi, essendo questo più dettagliato e per tutti, ma lo scopo è sempre il medesimo: ovvero incoraggiare i cittadini all’utilizzo dei sistemi alternativi di pagamento al fine di prevenire l’evasione fiscale.

Io personalmente penso anche a tutti i vantaggi che questo porterà nel quotidiano.
Un esempio? Sempre contanti in tasca (io già lo faccio da parecchio) e portafogli meno ingombranti per gli spicci. Ti perdi il portafogli o te lo rubano? Blocchi tutto dall’app e stai tranquillo. Al resto pensa l’assicurazione. Non sentire più i soliti negozianti dirti “eh…ti serve proprio la ricevuta?”, perché tanto col pagamento elettronico è automatica.

Resta solo un problema, almeno in Italia: quello dei “furbetti”, ovvero coloro che hanno sempre la scusa pronta del POS non funzionante o “in manutenzione”, o proprio del POS assente. Finché non verrà fatta una legge che li renderà obbligatori e finché le commissioni non verranno non dico azzerate, ma quantomeno ridotte al minimo, questi criminali (perché “furbetti” non è il termine adatto) ci saranno sempre.

Ma tutto si può migliorare.

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